Popolarità su Facebook di organizzazioni, frazioni e anime collocate a destra

dx2017

Pubblichiamo in ordine di popolarità (i famosi like) i link a 96 pagine Facebook di organizzazioni, frazioni e anime collocate a destra, a volte esplicitamente, a volte deducibile dai contenuti che veicolano e/o dalla simbologia di riferimento.

Lega Nord Padania 318.023 [Fondato da Umberto Bossi nel 1989 e ora guidato da Matteo Salvini]
Noi con Salvini 233.666 [Fondato e guidato da Matteo Salvini il 19 dicembre 2014 per i suoi ammiratori del Centro-Sud]
Forza Nuova 211.726 [Guidato da Roberto Fiore fin dalla fondazione avvenuta il 29 settembre 1997 dopo essere uscito dal Movimento Sociale-Fiamma Tricolore]
CasaPound Italia 199.121 [Fondata nel maggio 2008 dopo l’espulsione del leader Gianluca Iannone dal Movimento Sociale-Fiamma Tricolore]
Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale 139.360 [Fondato il 20 dicembre 2012 dai fuoriusciti da Il Popolo della Libertà Giorgia Meloni, Guido Crosetto e Ignazio La Russa]
Riva Destra 88.984 [Fondato nel 1994 e guidato da Fabio Sabbatani Schiuma. Fiancheggia Noi con Salvini]
Risorgimento Sociale Italiano-Fiamma Nazionale 89.910 [Fondato da Stefano Salmè il 3 marzo 2015 dopo la sua espulsione dal Movimento Sociale-Fiamma Tricolore]
Nazionalisti Italiani 51.367 [Fondato il 18 dicembre 2013]
Casaggì 36.917 [Centro sociale di Firenze nato nel 2005 da fuoriusciti di Alleanza Nazionale e oggi interno a Fratelli d’Italia]
Il Popolo della Famiglia 33.210 [Fondato il 3 marzo 2016 da Mario Adinolfi e Gianfranco Amato]
Generazione Identitaria 24.853 [Fondata il 21 novembre 2012]
Sovranità 23.292 [Fondato il 9 gennaio 2015 dai dirigenti di CasaPound Italia per fiancheggiare Matteo Salvini]
Il Fronte degli Italiani 23.196 [Attivo dalla nascita del Fronte Nazionale per l’Italia, se ne distacca nell’aprile 2016 con la creazione di Famiglia Nazione Identità di Lucio Neve]
Movimento Fascismo e Libertà 20.669 [Fondato il 25 luglio 1991 dal fuoriuscito dall’MSI Giorgio Pisanò e oggi guidato da Carlo Gariglio]
Lealtà – Azione 17.414 [Nascono nel 2008, ma si costituiscono in associazione inaugurando la loro sede centrale a Milano il 28 ottobre 2010]
Movimento Sociale Fiamma Tricolore 14.146 [Fondato il 3 marzo 1995 dai missini ostili allo scioglimento dell’MSI e alla confluenza in AN]
Lorien – Il portale dei Cantiribelli 12.221 [associazione costituita il 28 ottobre 1997]
Fronte Nazionale 11.783 [Guidato da Adriano Tilgher fin dalla fondazione avvenuta il 28 settembre 1997 dopo essere uscito dal Movimento Sociale-Fiamma Tricolore]
Occidente 2.1 8.361 [Dovrebbe essere finito con la morte del suo fondatore Guido Virzì]
Io Rappresento Il Cambiamento 7.621 [Fondato il 26 maggio 2014 da Rossella Caradonna]
Die Freiheitlichen (Freiheitliche Partei Südtirol) 7.352 [Fondato il 7 dicembre 1992]
Fronte dei Nazionalisti 6.953 [Lanciato il 10 maggio 2015 come progetto di federazione tra Fiamma Tricolore, Forza Nuova e Movimento Sociale Europeo. Non sembra aver avuto un seguito]
Movimento Irredentista Italiano 6.652 [Fondato il 24 maggio 2011]
Movimento Patria 6.632 [Nasce come “Il Popolo della Vita” di Antonio Buonfiglio almeno nel 2011. Nell’estate 2015 divenne “Nessuno tocchi il mio popolo”. Dal dicembre 2015 sostiene Alfredo Iorio sindaco di Roma]
Progetto Firenze Dinamo 6.602 [Fondato il 23 marzo 2013]
Ugl Nazionale 6.235 [Sindacato vicino al Movimento Sociale Italiano prima e ad Alleanza nazionale poi, fondato come CISNAL il 24 marzo 1950 e ribattezzato Unione Generale del lavoro il 29 novembre 1996]
Azione Nazionale 6.235 [Fondata il 9 novembre 2015 da Gianni Alemanno ed ex finiani di FLI. Alemanno era uscito da Il Popolo della Libertà per fondare Prima l’Italia il 13 ottobre 2013]
Insieme per l’Italia 5.171 [Fondato il 30 novembre 2013 e guidato da Andrea Ronchi]
Destra Sociale 5.020 [Lanciata il 14 dicembre 2013 da Luca Romagnoli a seguito della sua decadenza da segretario nazionale del Movimento Sociale-Fiamma Tricolore]
Il Talebano 4.582 [È la pagina che sostiene “1000 patrie” fondato dal leghista Vincenzo Sofo il 28 febbraio 2015]
Editrice Thule Italia 4.301 [Casa editrice e associazione nata nel novembre 2007]
Azione Identitaria 4.312 [Nasce scindendosi da Generazione Identitaria il 1° dicembre 2015]
Movimento Nazionale 4.262 [Fondato il 26 giugno 2016 da Giuseppe Scherma sulle ceneri del Fronte Nazionale per l’Italia fondato dallo stesso nel luglio 2014]
Unione per il Socialismo Nazionale – Raggruppamento Sociale Italiano 4.279 [Fuoriusciti dal Fronte Nazionale il 23 ottobre 2005, si sono costituiti come USN il 28 ottobre 2011]
Liberadestra 4.144 [Fondazione di Gianfranco Fini lanciata il 9 ottobre 2013]
Unione Monarchica Italiana 3.267 [Fondata il 14 giugno 1944 come Unione Monarchica Democratico Liberale]
Aurora Boreale 3.203 [Fondato il 13 settembre 2014]
Conservatori e Riformisti 3.148 [Fondato il 3 giugno 2015 da fuoriusciti da Forza Italia guidati da Raffaele Fitto]
Militia Christi 2.968 [Fondato il 23 aprile 1992]
Fronte Verde 2.799 [Fondato il 21 dicembre 2006 da Vincenzo Galizia, già leader dei giovani del Movimento Sociale-Fiamma Tricolore e cofondatore del Movimento Idea Sociale]
Azione Frontale 2.786 [Gruppo guidato da Ernesto Moroni almeno dal dicembre 2012]
Fronte Patriottico 2.576 [Fondato da Salvatore Stefio il 28 giugno 2014]
Unione Movimento Liberazione 2.515 [Fondato da Filippo Sciortino nel giugno 2014]
Nuovo Ordine Nazionale 2.447 [Fondato da Giuseppe Martorana il 22 dicembre 2003]
Freccia Nera 2.408 [Attivi dal maggio 2014]
Azione Dannunziana 2.368 [Fondato il 12 luglio 2015]
Spazio Libero Cervantes 2.256 [Centro sociale fondato il 31 dicembre 2004. Era già attivo come associazione Radici e germogli]
Movimento Idea Sociale 2.083 [Scissione dal Movimento Sociale-Fiamma Tricolore operata da Pino Rauti il 7 maggio 2004. È oggi guidato da Raffaele Bruno]
Movimento Sociale Europeo 2.073 [Fondato nell’ottobre 2011 da Alfredo Iorio]
Alternativa Tricolore 1.872 [Fondato il 1° ottobre 2011]
Progetto Nazionale 1.754 [Fondato il 29 maggio 2010 da fuoriusciti del Movimento Sociale-Fiamma Tricolore guidati da Piero Puschiavo. Dopo una breve parentesi con La Destra, dal 25 gennaio 2014 PN fiancheggia Flavio Tosi]
Nuovo Risorgimento per l’Italia 1.689 [Fondato nell’aprile 2013]
La MIA Nazione 1.679 [Attivi almeno dall’aprile 2014]
Fondazione Farefuturo 1.641 [Fondata il 15 maggio 2007 da Gianfranco Fini e Adolfo Urso, è oggi presieduta solo da quest’ultimo dopo l’esperienza di FareItalia fondato il 9 luglio 2011 uscendo da Futuro e Libertà]
Movimento Fronte Nazionale Indipendente 1.599 [Attivo dal febbraio 2013]
La Destra 1.587 [Fondato da Francesco Storace il 3 luglio 2007 scindendosi da Alleanza Nazionale]
Alleanza Calabrese 1.467 [Fondato nel maggio 2006]
Movimento Monarchico Italiano 1.444 [Fondato nel 1944]
Spina Nel Fianco 1.308 [sembrerebbero attivi dall’aprile 2011]
AlPoCat – Comunità Militante Catanzarese 1.249 [Fondato nell’aprile 2004)
AreAzione 1.186 [Fondato nel 2010?]
Federazione Nazionalista Italiana 1.157 [Attivo dall’ottobre 2013]
Movimento Nazionale Italiano 1.144 [Fondato da Francesco Campopiano nell’ottobre 2014]
Destre Unite 1.103 [Fondato nel marzo 2014 e guidato da Massimiliano Panero]
Movimento Sociale Nazionalista 1.011 [Fondato il 3 gennaio 2008 da Michele Marini]
Difesa Sociale 900 [Fondato il 25 marzo 2013 da Nello Alessio dopo la sua fuoriuscita da La Destra]
Spazio Identitario Atreju – Palermo 887
Nazione Superiore 872 [Attivo dal maggio 2012]
MSI Destra Nazionale – Maria Antonietta Cannizzaro 812 [Fondato il 12 agosto 2000 col nome Destra Nazionale da Gaetano Saya]
Movimento Patria Nostra 786 [Fondato il 12 aprile 2010 da Valerio Arenare, oggi vicino a Forza Nuova]
Unitalia 755 [Fondato da Donato Seppi nel 1996 scindendosi da Alleanza Nazionale]
Avanguardia Di Popolo – Movimento Sociale Nazionale 754 [Fondato il 28 ottobre 1969]
Movimento Sociale Italia Nostra 721 [Fondato il 24 aprile 2013]
Radio Europa Libera 679 [Attiva dal gennaio 2013]
Democrazia Corporativa – Italia Sociale 621 [Fondato il 25 gennaio 2015]
Italia Reale – Stella e Corona 615 [Fondato nel 1972 dall’ala del Pdium ostile alla confluenza nell’MSI]
Partito della Destra Popolare 499 [Attivo dal 9 aprile 2016, dal simbolo sembrerebbe lo stesso PDP fondato nel 2004]
Fronte Nazionale per la Rinascita 453 [Fondato il 24 luglio 2012]
Movimento Italia Sociale 411 [Scissosi il 12 aprile 2015 dal Movimento Idea Sociale]
Fronte Nero – Onore e Patria 370 [Sorto nel febbraio 2013]
Fronte per la Famiglia 360 [Nato nel gennaio 2016]
Movimento sociale massicci d’Italia 354 [Attivo dall’ottobre 2016]
Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo 352 [Fondato nel 1968 da Mirko Tremaglia e oggi presieduto da Roberto Menia]
Movimento Italia Sociale MIS 326 [Fondato il 4 febbraio 2001 da Roberto Miranda]
Fronte Sud Europa 261 [Fondato il 27 aprile 2011]
Movimento Sovranità Difesa Sociale 244 [Fondato il 4 aprile 2013]
Destra Popolare 239 [Fondato il 19 ottobre 2015]
Movimento Futuro Italia 210 [Attivo dal giugno 2015]
Movimento Sociale Popolare 203 [Fondato il 13 gennaio 2016 da Antonio Iuffredo]
DNI – Destra Nazionale Italiana 179 [Attivo dal settembre 2016]
Rinascita Nazionalista – R.N. 151 [attivo dall’ottobre 2016]
Realtà Popolare 140 [Attivo almeno dal giugno 2013, presieduta da Pasquale Buffardi, dirigente della Democrazia Cristiana di Angelo Sandri]
Movimento Patria Sociale 137 [Fondato il 7 luglio 2014 da Carlo Lasi, fuoriuscito dal Fronte Nazionale]
Appio Tuscolano 134 [Attivo almeno dall’agosto 2013, dal novembre 2013 prende a usare anche il nome “Destra Popolare per l’Italia” di Roberto Fedeli]
SINLAI (CONFEDERATO CON CONFSICEL) 132 [Sindacato fondato dal Movimento Patria Nostra il 27 luglio 2010]
Avanguardia Nazionale – 1960 124 [Blog creato il 9 luglio 2016]
Italia Victrix Nazionale 123 [Fondato il 25 gennaio 2016 da Orlando Cioffi, fuoriuscito dal Movimento Sociale – Fiamma Tricolore]

Per approfondimenti sull’estrema destra cfr. La galassia nera su Facebook su “Patria Indipendente”.

Comunicate eventuali imprecisioni, errori od omissioni.

Il programma di Giannino: liberalismo e liberismo senza compromessi

Concorrenza e stato minimo, meritocrazia e autonomia. Ricette di destra liberale aggiornate col rigore di professori di economia che non difendono caste e amici

Altra novità delle elezioni politiche 2013 è Fare per Fermare il declino, partito promosso da diversi professori con un manifesto lo scorso 29 luglio e che ha raccolto attorno a sé un discreto numero di estimatori. Il candidato premier e presidente fino a pochi giorni fa era Oscar Giannino, noto giornalista economico. Dimessosi da presidente a favore della coordinatrice Silvia Enrico, a Giannino resta il ruolo di candidato premier e capolista alla Camera in tutta Italia.

Il programma di Fare è fatto di dieci proposte in dieci pagine e risente ampiamente della formazione economica dei suoi quattordici estensori.

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Il programma di Berlusconi: meno tasse per fare tutto

Per il centrodestra serve un paese fatto di grandi famiglie in piccole comunità autonome con piccole imprese. Ma dentro una politica estera da protagonisti

È di poco più di 14 pagine il programma della coalizione di centrodestra guidata ufficialmente da Silvio Berlusconi. Una coalizione ben più ampia di quella vincente del 2008. Allora ci fu spazio solo per Pdl, Lega Nord e Mpa nella speranza che così si sarebbe ottenuto un governo più omogeneo, meno rissoso e quindi più duraturo. Un’illusione. Per cui stavolta il centrodestra vede uniti oltre i tre alleati del 2008 anche Grande Sud di Gianfranco Micciché, Fratelli d’Italia-Centrodestra Nazionale di Ignazio La Russa, Guido Crosetto e Giorgia Meloni, il Partito Pensionati di Carlo Fatuzzo, Intesa Popolare di Giampiero Catone, La Destra di Francesco Storace, Noi Consumatori-Liberi per una Italia Equa di Angelo Pisani, Moderati in Rivoluzione di Gianpiero Samorì, Cantiere Popolare di Francesco Saverio Romano e Basta Tasse di Luciano Garatti. Un totale di ben 12 liste senza un vero e proprio candidato premier. Berlusconi è infatti sì capo della coalizione, ma ha già detto che in caso di vittoria il Pdl chiederà al Presidente della Repubblica di dare ad Angelino Alfano il compito di formare il prossimo governo. Per la Lega Nord invece il prossimo premier dovrebbe essere Giulio Tremonti, il cui partito, la Lista Lavoro e Libertà o 3L, ha fatto liste comuni proprio col partito di Roberto Maroni.

Quale che sarà il governo sostenuto dal centrodestra, il programma ufficiale è unico e presenta quasi 190 punti, tra impegni, promesse e rivendicazioni, raggruppati in 23 temi.

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Il figlio di Lombardo pronto a candidarsi

Sempre più indizi sembrano confermare la presenza di Toti Lombardo fra i candidati Mpa alle prossime elezioni regionali

Se ne parla almeno da maggio, ora Linkiesta pubblica il santino elettorale. Sì, Salvatore detto Toti Lombardo si candiderà per un posto di deputato regionale. Ovviamente nelle liste del partito fondato dal papà governatore Raffaele, l’Mpa-Partito dei Siciliani che già nel 2008 elesse alla Camera anche lo zio Angelo.
In attesa che la magistratura faccia chiarezza sui presunti reati dei fratelli Lombardo, Toti, classe 1988, è pronto a mettere piede all’Ars vantando sì un pedigree politico di razza, ma con stile moderno. Lo scorso 31 agosto ha registrato il sito web «presto on line» della sua campagna elettorale, liberidicrederci.com e il 6 settembre ha aperto la relativa pagina Facebook, che già vanta 716 amici, niente male per uno che ancora non si è ufficialmente candidato. Da far impallidire la pagina ufficiale di Nello Musumeci Presidente ancora ferma a 392 “mi piace”.
Inevitabile da subito il parallelo con l’altro grande ventenne figlio d’arte entrato in un consiglio regionale, quel Bossi Renzo di Umberto detto Trota noto ai più per non brillare particolarmente ai ripetuti esami di maturità. Ma Toti Lombardo sembra diverso. Il Trota del Simeto frequenta Giurisprudenza a Roma e chi lo conosce giura che è tipo in gamba, o meglio spertu, tanto che pare sia riuscito a crearsi negli ultimi anni una piccola rete di giovani autonomisti eletti nei consigli comunali della provincia di Catania. Uno che insomma giovanissimo sa come funziona la politica in Sicilia, meglio di tanti vecchi politicanti scafati. Degno figlio di Raffaele che all’età del figlio era già al vertice del movimento giovanile della Democrazia Cristiana. Oggi la Balena Bianca non c’è più, ma il mare centrista siciliano non smette di regalare nuovi talenti.

Per Lavika Web Magazine.

Berlusconi al bivio fa i conti con la sua “indispensabilità”

La seconda discesa è una salita impossibile

Il centrodestra italiano dominato da oltre 18 anni da Silvio Berlusconi fatica a reinventarsi senza il suo leader storico. Il Pdl nei sondaggi è in caduta libera e i giornali di area (Il Giornale, Libero, Il TempoIl Foglio) trasudano tanta rabbia e insofferenza verso il sostegno al governo Monti, quanto nostalgia per il Berlusconi Presidentissimo della destra patria. E Silvio lo sa. Così da un lato l’animo suo più razionale sta cercando di salvare la ditta, di far maturare il centrodestra verso nuove forme che possano riportare i conservatori (lui li chiama “moderati”) al potere, dall’altro lato l’uomo si sdilinquisce irrazionalmente davanti all’ennesima conferma di essere indispensabile, che nessuno sia meglio di lui e di essere quindi l’unico leader possibile del Pdl.
Il Berlusconi coi piedi per terra pare sia quello che cerca di mettersi sempre in sintonia col governo, un ex potente la cui mitezza alla Letta lo fa sembrare un esodato del potere come il Mussolini del 26 luglio 1943 che si metteva a disposizione del neo Capo del governo Badoglio. E pazienza se facendo così fa andare in bestia i falchi alla Santanché. Quello anche che continua a studiarsi i sondaggi e cerca di capire come, quando e perché il signor Beppe Grillo con quattro euro e nessuna Tv ha creato un partito dal 20%. Berlusconi legge i post su beppegrillo.it, si guarda i video dei comizi del comico genovese. E ascolta tutti. Compreso il trio Dell’Utri-Verdini-Volpe Pasini i cui suggerimenti sono stati rivelati recentemente da L’Espresso e che non sappiamo quanto Berlusconi li abbia considerati o meno. Ed è infine sempre lo stesso Berlusconi che da inguaribile ottimista qual è due settimane fa ha approvato nelle riunioni di vertice del Pdl le primarie dalle quali dovrebbe uscire il nuovo partito e il nuovo leader di popolo voluto dal popolo.
Poi però basta una introduzione ad un libro e un’ospitata d’onore alla convention dei giovani pidiellini ed eccolo ripresentarsi come «il leader dei moderati finché gli italiani lo vorranno», pronto a tornare a Palazzo Chigi se il paese gli desse il sempre agognato «51%» di lista. Una richiesta che molti hanno letto come una seconda volontà di “discesa in campo”, ma che in verità sembra più dire che a Silvio di governare come ha fatto finora non gli va più. Troppe amarezze, troppe difficoltà, soprattutto troppa democrazia per uno abituato a guidare consigli di amministrazione in sostanziale e splendida solitudine e a concepire le elezioni come una delega in bianco al più forte. Quindi o tutto il potere in un solo uomo o meglio dare ‘sta croce a qualcun altro fidato e riconoscente. E poco male se sarà solo unto dalle primarie e non dal signore.
Intanto il resto del Pdl a pochi (o pochissimi?) mesi dal voto si divide tra commossi e preoccupati, tra i soliti Meno-male-che-Silvio-c’è che inneggiano ora al “Silvio è vivo e lotta sopra di noi”, e chi si chiede se l’unico Silvio che non comandi sia solo quello che dorme.

Per Lavika Web Magazine.

Quando il futuro è una piccola curiosità

Niente autorizza a pensare che l’esperienza politica di Silvio Berlusconi sia finita, ma i fatti dell’8 novembre sono letti dai più alla stregua di quello che fu il 25 luglio 1943 per Benito Mussolini o il 6 aprile 1992 per il CAF. Punti di non ritorno oltre le quali ai protagonisti della ribalta non resta che rassegnarsi alle quinte. Chi si illude del contrario finisce per pagare con la morte. In entrambi i casi la fine per chi la vive è un qualcosa di imprevisto, non calcolato e per questo più amaro. Mentre per i più lucidi che ne stanno fuori certe cose non solo non stupiscono (tutte le cose umane hanno un inizio e una fine), ma vengono presagite con la stessa naturalezza di uno sportivo che sa che ogni volta che lancia una palla in aria questa tornerà per terra.
In giro per i media di tutto il mondo c’è grande affanno a pubblicare e trasmettere dei coccodrilli su Berlusconi politico italiano (1993-2011) e non proprio coi toni commossi e ammirati dedicati qualche settimana prima a Steve Jobs. Domina ora la soddisfazione, ora la pietas per un uomo sconfitto in primo luogo da se stesso. Su tutti il dubbio non detto e destinato a rimanere oggetto di controversia su come un personaggio così italiano abbia influito così tanto sull’Italia del dopo Moro tanto rapidamente quanto stabilmente.

Ci sarà tempo e col tempo ci saranno anche i documenti e la serenità necessaria per dare le risposte dovute. Chi scrive però vuole ricordare come tutto ebbe inizio.
La mitologia berlusconiana preferisce far partire il proprio evo quasi ventennale da quella videocassetta del 26 gennaio 1994, ma forse nessuno ricorda che lo scoop spetta alla giornalista Valeria Sacchi – nientemeno che la zia materna di Giovanna Mezzogiorno – la quale nell’edizione de La Stampa del 26 luglio 1993 nelle sue consuete pagine economiche annotò in taglio basso che «Silvio Berlusconi ha un nuovo traguardo: fondare un partito politico». Corriere e Repubblica avrebbero dato la stessa notizia solo due giorni dopo spingendo il cavaliere nero di Arcore a dare la prima di una lunga serie di smentite inverosimili. Oggi sappiamo che già il 29 giugno precedente alcuni uomini vicini a Berlusconi come Dell’Utri e Previti aveva costituito Forza Italia! Associazione per il buon governo, quindi la Sacchi era stata informata bene.
Possiamo immaginare l’Italia del 26 luglio in crisi politica ed economica che si distende al mare distratta, al più presa a ragionar di politica parlando ancora di Dc e Psi, di repubblicani e comunisti e di quella cosa nuova che era il Pds di Occhetto e D’Alema. Il 27 e 28 luglio le bombe mafiose a Milano e Roma avrebbero traumaticamente messo all’ordine del giorno ben altre inquietudini e paure. Del partito Fininvest si sarebbe ricominciato a parlare più ampiamente in autunno, ma intanto 9 mesi prima della nascita del primo governo Berlusconi, la notizia che nulla sarebbe stato più come prima era solo la curiosità economica estiva di un quotidiano torinese. Chissà che già da mesi qualcuno non abbia già scritto in un trafiletto il nostro futuro prossimo. Chissà che i calcoli e i desideri di Pd e Udc, di Pdl e Lega non siano già vecchi e nessuno lo sa ancora. La caduta di Berlusconi dà a tutti il brivido delle vertigini perché in definitiva, per dirla alla De Gregori, «la storia dà i brividi perché nessuno la può fermare». E pochi la sanno cogliere nel suo sviluppo reale.

Nazi e integralisti

fn

Ogni volta che ci si ritrova a denunciare episodi gravi di neofascismo si finisce sempre per parlare di Forza Nuova, fondata da Roberto Fiore nel 1997, che dal ‘99 si è resa protagonista di episodi gravissimi in tutta Italia. Ma se etichettassimo Forza Nuova come uno dei tanti gruppetti neri filo-mussoliniani, rischieremmo di non afferrare la pericolosità dei suoi militanti. Perché di partiti, movimenti e gruppi neri in Italia ne circolano parecchi fin dal 1945, tanto da far parlare di “arcipelago nero”, eppure a molti non è sfuggito come Forza Nuova si sia affermato meglio di altri. Almeno in visibilità, visto che elettoralmente restano inchiodati al prefisso telefonico.
Già la data di nascita del movimento ci può dire molto: il 29 settembre, giorno di San Michele Arcangelo. Qui la scaramanzia c’entra poco, mentre c’entrano i nazisti rumeni della Guardia di Ferro fondati da Corneliu Zelea Codreanu nel 1930 e che riconoscevano in San Michele Arcangelo un mito, con la sua grazia divina e la spada di fuoco da aizzare, neanche a dirlo, contro i soliti ebrei. Non a caso Forza Nuova si struttura in “cuib” (“nidi” in rumeno), come Codreanu predicava, cioé in cellule di 3-4 elementi. La stessa abusata croce celtica che caratterizza ogni gruppo neofascista, in Forza Nuova viene riproposta come “croce di Costantino”, cioè quella apparsa in sogno all’imperatore prima della battaglia di Ponte Milvio (“in hoc signo vinces”). FN si pone quindi non tanto come la continuazione storica del fascismo italiano, ma come erede italiano della Guardia di Ferro romena e punto di riferimento per gli integralisti cattolici. Non stupisce che Fiore peschi militanti non solo fra le curve degli stadi, ma anche fra i giovani fedeli a destra di Comunione e Liberazione. E non stupisce che il primo punto del loro programma sia quello di tornare a vietare l’aborto, visto come un vero genocidio. L’unico che sono disposti a riconoscere. Oppure che Forza Nuova lotti per il ripristino dei Patti Lateranensi com’erano nel 1929.
Altro padre nobile di FN è Leon Degrelle, un belga che nel ‘35 fondò il movimento fascista “Christus Rex”, per poi diventare generale delle Waffen-SS, criminale di guerra e fuggitivo nella Spagna dell’amico nero Francisco Franco evitando così la condanna per collaborazionismo e intraprendendo un’interessante attività di scrittore. Il suo capolavoro? La revisionista “Lettera al papa sulla truffa di Auschwitz” del 1979.
Il movimento poteva disporre fin dal ’97 di molto denaro fatto con delle società inglesi ai tempi della latitanza di Fiore e dell’amico cantautore Morsello nel Regno Unito durata fino al 1999, quando la giustizia italiana non li poteva più perseguire perché i 66 mesi di carcere di Fiore erano prescritti e i 98 di Morsello inapplicabili perché moribondo. Ad accogliere i due all’aeroporto di Roma c’erano Francesco Storace, Carlo Taormina, Teodoro Buontempo e altri esponenti del Polo delle Libertà.
FN ama attirare l’attenzione inventandosi mille provocazioni e sconfinando nel reato. Il più celebre è l’attentato al Manifesto nel dicembre 2000 fatto da Andrea Insabato, ferito nell’esplosione dell’ordigno. “Insabato, fino ad allora ‘cassiere’ di Forza Nuova e anello di congiunzione con il movimento ultracattolico Militia Christi, viene declassato… al rango di semplice simpatizzante del movimento”, come ci informa Saverio Ferrari, esperto di arcipelaghi neri italiani. In quell’occasione i tg e i giornali cercarono Fiore, che ne approfittò per parlare del programma di FN. Da allora si parla di sciogliere FN sulla base delle leggi Scelba e Mancino che FN vorrebbe abrogare perché “liberticide”. Il 29 gennaio 2003 così rispondeva Alfredo Mantovano a nome del governo Berlusconi: “Quanto alla misure che il Ministero dell’interno può adottare nei confronti di movimenti politici estremisti e, in particolare, quanto alla sanzione estrema dello scioglimento del movimento politico di Forza nuova, ricordo che l’ordinamento vigente consente l’adozione di un provvedimento di scioglimento di organizzazioni fasciste «sotto qualsiasi forma» solo a seguito di una sentenza penale irrevocabile che abbia accertato l’avvenuta «riorganizzazione del disciolto partito fascista» ovvero che abbia accertato un’attività, da parte dell’organizzazione destinataria del provvedimento di scioglimento, volta a favorire reati in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Nello specifico, per quanto riguarda Forza Nuova, il Ministero dell’interno non è al momento a conoscenza di pronunce giurisdizionali che legittimino l’adozione di un provvedimento di tale natura”. In fondo Mantovano faceva parte di un governo con la Lega Nord che ha un rapporto molto amichevole con Forza Nuova, grazie all’ europarlamente Borghezio con un passato da militante in formazioni neofasciste. Memorabile il comizio unitario Ln-Fn del 2 novembre 2002 in piazza S. Apostoli a Roma, dove non mancarono nemmeno i saluti romani. Del resto non è un mistero che i nemici dei leghisti siano gli stessi dei forzanovini: immigrati, islamici, gay (o finocchi, come li chiamano affettuosamente).

per Spartacus. Periodico politico del Pdci di Catania n. 9, settembre 2006.