Così l’attuale Senato senza i 17 premi di maggioranza

Con l’abrogazione del premio di maggioranza compiuta dalla Consulta perché incostituzionale in quanto dato a prescindere dai voti raccolti dalla lista o coalizione più votata, viene da chiedersi come sarebbero stati distribuiti i seggi lo scorso febbraio. Soprattutto al Senato dove di premi di maggioranza ce n’erano ben 17, uno per ogni regione esclusi Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Molise, a suo tempo assegnati in 10 casi alla coalizione di Bersani e in 7 a quella di Berlusconi.

Se lo scorso febbraio avessimo applicato il nuovo porcellum costituzionale, Pd, Pdl e Lega avrebbero ottenuto complessivamente 38 seggi in meno a favore soprattutto del M5s, ma anche di Monti, Fratelli d’Italia, Sel, Megafono e Mpa. Con questo nuovo riparto più democratico Fd’I e Mpa non sarebbero rimasti fuori da Palazzo Madama.

Vediamo in dettaglio la situazione lista per lista:

riparto seggi senato

Non conosco la situazione in dettaglio, ma credo che tutti i senatori siano stati convalidati, per cui dubito che si possano rimuovere i senatori “abusivi” a favore di altri per applicazione retroattiva della legge elettorale purgata dalla Corte Costituzionale.

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One thought on “Così l’attuale Senato senza i 17 premi di maggioranza

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