E se avessimo votato col proporzionale di una volta?

scheda

L’incertezza politica in cui versa l’Italia dopo le ultime elezioni politiche è stata da più parti addebitata al fatto che per la terza volta si è votato con le regole del cosiddetto porcellum. Nonostante per anni i partiti si fossero dichiarati quasi unanimamente d’accordi sulla necessità di una nuova legge elettorale, non si è mai riusciti a trovare un accordo che soddisfacesse tutti. Anche perché da anni il vizio d’origine è che le leggi elettorali non devono essere neutre, ma costruite su misura delle esigenze di questo o quel partito.
In verità stavolta il porcellum c’entra poco. La legge elettorale di Calderoli non ha comunque smentito la sua impressionante capacità di deformare il parlamento e la volontà del popolo sovrano secondo un bislacco sistema di sbarramenti plurimi, ma ad aver destabilizzato la relativa quiete della seconda Repubblica è stato semplicemente il fatto che il MoVimento 5 Stelle abbia preso il 25,55% dei voti validi.
Ipotizziamo che la ripartizione dei seggi alla Camera dei Deputati fosse avvenuta con la vecchia legge elettorale (ex art. 77 del DPR 361/1957) in vigore fino al 1993: un democratico proporzionale con attribuzione dei resti più alti col metodo del collegio unico nazionale e lasciando immutata la quota estero e l’uninominale della Valle d’Aosta, avremmo avuto questa situazione:

camprop

Si può notare che ci saremmo ritrovati con 5 liste extraparlamentari in meno (Rivoluzione Civile, Fare, La Destra, Grande Sud-Mpa e Die Freiheitlichen), e quindi oltre un milione e mezzo di cittadini avrebbero avuto una loro legittima rappresentanza in Aula, ma ai fini della cosiddetta governabilità sarebbe cambiato poco.

Le sinistre (Pd, Sel, Rc, Cd, Svp) avrebbero avuto 209 seggi contro i 190 delle destre (Pdl, Ln, Fd’I, Fare, La Dx, Gs-Mpa, Die Freih.) e i 66 del centro (Sc, Udc). Fatichiamo a collocare i 4 deputati Vallée d’Aoste, Maie e Usei, anche se dovrebbero essere di centro.

A fare pertanto la differenza anche con questa legge elettorale sarebbero i 161 grillini. Tuttavia la prassi del proporzionale imporrebbe in questo caso al M5s l’onere e l’onore di dover formare un governo e quindi ai grillini di doversi cercare in aula gli almeno 155 deputati necessari per formare una maggioranza. Non è una cosa da poco. Poiché il porcellum ha dato una maggioranza d’ufficio alla coalizione di Bersani, tocca a quest’ultimo rincorrere  Grillo e Casaleggio e rimanere in attesa di un sì o un no come in certi film i gladiatori sconfitti guardavano alla mano dell’imperatore per capire se avrebbero visto la luce del giorno dopo. Con un proporzionale onesto invece chi gode della massima popolarità nell’elettorato avrebbe dovuto farsi subito carico di tutto il peso dell’essere il partito più votato del paese.

N. b.

Vedi la revisione e correzione dell’8 marzo.

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10 thoughts on “E se avessimo votato col proporzionale di una volta?

  1. Bella analisi. Inoltre bisogna aggiungere che con il proporzionale i voti si sarebbero distribuiti molto diversamente. Nessuno avrebbe avuto paura di vanificare il proprio voto dandolo ad un partito piccolo e quindi i partiti piccoli avrebbero preso molti più voti (e seggi)

  2. Interessante.. considera anche che a priori le strategie politiche dei partiti sarebbero state diverse. i partiti maggiormente mediatici come M5S e PDL avrebbero probabilmente ottenuto meno voti se avessero condotto lo stesso tipo di campagna elettorale con un sistema proporzionale visto che i loro candidati sul territorio erano quasi totalmente assenti o addirittura impresentabili ( o almeno per quanto riguarda la Liguria).

  3. Solo col proporzionale sai quello che vali veramente. Ai tempi del PCI questa legge la chiamavano “legge truffa”. Ma oggi abbiamo il pd…….

  4. L’attuale sistema partitico è determinato dal Porcellum.
    Con il sistema proporzionale puro non esisterebbe nessuno dei partiti sopra citati (forse solo la Lega, chissà…). In primis esploderebbero PDL e PD, che si reggono sul collante aggregatore in chiave maggioritaria. A cascata tutto il resto.

  5. anche io sono sempre stata convinta della bonta’ del sistema proporzionale. Ai tempi del cambio della legge, con chiunque parlassi venivo ridicolizzata , ma oggi pare che la storia abbia dato dimostrazione che non esiste democrazia se il parlamento non e’ votato direttamente dal singolo cittadino con le sue preferenze. Turarsi il naso con il voto utile e’ quanto di piu antidemocratico potessimo accettare. Se non mi sento rappresentato a pieno da un partito, perche’ votarlo?La forza numerica e’ importante, ma gli equilibri di governo devono necessariamente passare da un confronto non maggioritario.Altrimenti e’ dittatura….della casta, nella scelta dei candidati, nelle liste, durante le discussioni parlamentari, alla votazione delle leggi.Solo con una espressione plurale di cittadini attraverso le elezioni, possiamo mantenere un equilibrio democratico profiquo nel nostro Paese.

  6. Pingback: E se avessimo votato col proporzionale? [riveduto e corretto] | Che facciamo? - Il blog del Bronzino

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