Il programma di Grillo: Internet, ecologia, efficienza e partecipazione

Il MoVimento 5 Stelle sogna un paese senza furbi in politica e nell’economia dove al primo posto c’è il cittadino visto come sovrano e consumatore responsabile

Alle sue prime elezioni politiche, il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo si presenta – com’è sua abitudine – senza alleati con un programma abbastanza snello di circa una dozzina di pagine per un totale di 125 punti che lo stesso MoVimento ha riassunto in 20 fondamentali «per uscire dal buio».

Grillo apre il suo programma significativamente con l’argomento per cui è forse più noto: la questione politica e istituzionale italiana. I grillini lamentano che la burocrazia statale è elefantiaca e inefficiente, che «il Parlamento non rappresenta più i cittadini» e che «la Costituzione non è applicata». Viene quindi proposto di eliminare le province, i rimborsi elettorali, i piccoli comuni sotto i 5mila abitanti e le Authority con la «contemporanea introduzione di una vera class action». Quanto ai parlamentari e agli eletti in genere si propone il tetto dei due mandati, l’eliminazione di ogni «privilegio particolare» e la possibilità di esercitare un’altra professione durante il mandato e un allineamento dell’indennità parlamentare «alla media degli stipendi nazionali». E poi incumulabilità delle cariche per i parlamentari, ineleggibilità a qualunque carica pubblica dei condannati, e infine «insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico».
Per riavvicinare il cittadino alla vita democratica del paese la proposta 5 stelle è di portare ogni incontro pubblico sul web, rilanciare il referendum eliminando il quorum e rendendolo anche propositivo, obbligare il parlamento a discutere e votare le proposte di legge di iniziativa popolare, l’approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria e infine la possibilità di consultare e commentare on line le leggi tre mesi prima della loro approvazione.

Nelle 14 proposte per riformare la politica energetica nazionale emerge l’ecologismo storico di Grillo. Secondo il leader 5 stelle occorre la certificazione energetica degli edifici, vincolare la concessione delle licenze edilizie alla definizione della classe C della provincia di Bolzano come livello massimo di consumi, riduzione di almeno il 10% in 5 anni dei consumi energetici degli edifici degli enti pubblici, agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di ristrutturazioni energetiche col metodo esco (energy service company), applicazione della direttiva europea 76/93 per il pagamento a consumo dell’energia termica nei condomini. Vengono poi avanzate tutta una serie di proposte tese a creare «la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore» e ad «accrescere l’efficienza e ridurre gli sprechi delle centrali esistenti, accrescendo al contempo l’efficienza con cui l’energia prodotta viene utilizzata dalle utenze», con l’idea di privilegiare fonti rinnovabili e biocombustibili a danno delle fonti fossili e della combustione dei rifiuti.

Altro capitolo del programma grillino è dedicato al tema dell’informazione, visto come uno snodo fondamentale per evitare «derive antidemocratiche». In quest’ottica il MoVimento chiede il voto per dare l’accesso gratuito alla Rete per cittadinanza, estendere la banda larga a tutto il paese e introdurre i ripetitori Wimax; per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti e dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali; per abrogare la legge Gasparri e permettere solo emittenti televisive e quotidiani nazionali gestiti da spa ad azionariato diffuso con con proprietà massima del 10% e concessioni delle frequenze Tv per asta ogni 5 anni senza prelievi dell’1% sui ricavi agli assegnatari; per vendere i canali Rai lasciando allo Stato una sola rete indipendente e senza pubblicità. Previsto anche un tetto nazionale massimo del 5% per le società di raccolta pubblicitaria facenti capo a un singolo soggetto economico privato, eil divieto della partecipazione azionaria di banche e enti pubblici o para pubblici a società editoriali. Per i telefoni si chiede la statalizzazione della dorsale, l’abolizione del canone e tariffe allineati ai livelli europei. Quanto al diritto d’autore i grillini sono per l’abrogazione della legge Urbani e la decorrenza di tale diritto a 20 anni. Viene infine chiesta la «depenalizzazione della querela per diffamazione e riconoscimento al querelato dello stesso importo richiesto in caso di non luogo a procedere».

Per l’economia italiana il MoVimento guidato da Grillo chiede l’introduzione della class action, l’«abolizione delle scatole cinesi in Borsa» e della possibilità di cumulare più cariche sociali se consiglieri di amministrazione di spa, e di ricoprire alcuna altra carica «nella stessa società se questa si è resa responsabile di gravi reati»; maggiore rappresentanza per i piccoli azionisti; abrogazione della legge Biagi; «impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno»; il divieto di incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale; responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite; tetto agli stipendi dei manager di spa o aziende a partecipazione statale edivieto nelle stesse di nominare amministratori condannati; abolizione delle stock option e dei monopoli di fatto, ma anche divieto di acquisto prevalente a debito di una società; allineamento all’Europa delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti; riduzione del debito pubblico agendo su sprechi e informatizzando al massimo il rapporto col cittadino. Infine si promette di favorire le produzioni locali e le società no-profit, di garantire un sussidio di disoccupazione e «disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es. distributori di acqua in bottiglia)».

Quanto ai trasporti, anche qui a farla da padrona è una visione prettamente ecologista. L’idea che accomuna buona parte delle proposte 5 stelle in materia, è quella infatti di disincentivare l’uso di auto e moto a favore del trasporto pubblico, delle biciclette, del car sharing e dell’elettrico. Ma anche «blocco immediato della Tav in Val di Susa» e al contempo sviluppo delle tratte ferroviarie legate al pendolarismo, incentivi per il telelavoro e per mercati locali con prodotti a km zero e la promessa di un «piano di mobilità per i disabili obbligatorio a livello comunale».

Sulla salute il MoVimento 5 Stelle punta a ripristinare il Servizio Sanitario Nazionale per quello che era, cioè «un sistema sanitario pubblico ad accesso universali», senza particolarismi regionali, efficiente e privo di logiche aziendaliste. Un sistema gratuito, ma anche con ticket proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali. Un sistema che vede la sanità pubblica essere anche fonte di informazione per un uso corretto dei farmaci possibilmente generici e per stili di vita più sani, che prevenga il male, prima ancora di curarlo. Una sanità che preveda però anche un pubblico «sistema di misurazione della qualità degli interventi negli ospedali» che dichiara guerra ai medici con un piede nel pubblico e uno nel privato, cercando di convincerli a privilegiare il primo, con criteri di trasparenza e merito nella promozione dei primari. E poi no ad incentivi agli informatori scientifici e sì l’uso degli oppiacei contro il dolore. vengono poi previste liste di attesa pubbliche e on line e centri unici di prenotazione on line, sempre pubbliche e on line anche le convenzioni coi privati. E poi più consultori e limitazione dei poteri dei direttori generali delle ASL con la reintroduzione dei consigli di amministrazione.
Quanto alla ricerca, il programma di Grillo è per finanziarla con l’8 per mille e coi fondi destinati alla ricerca militare. Lo Stato poi dovrebbe promuovere le ricerche indipendenti sugli effetti sulla salute e sulle malattie rare, arrivando a  «spesare le cure all’estero in assenza di strutture nazionali». Viene anche prospettata l’introduzione della «valutazione dell’impatto sanitario delle politiche pubbliche». Le amministrazioni pubbliche verrebbero poi invitate a eliminare gli inceneritori e tutti gli amministratori pubblici sarebbero disciplinati dal nuovo «reato di strage per danni sensibili e diffusi causati dalle politiche locali e nazionali che comportano malattie e decessi nei cittadini».

Infine l’istruzione. Per Grillo e i suoi sostenitori occorre abolire la legge Gelmini e il valore legale del titolo di studio, e introdurre internet e l’inglese a scuola fin dall’asilo. I libri di testo dovrebbero essere gratuiti e solo in formato digitale. Sì all’integrazione Università-Aziende, ma lo Stato deve finanziare solo la scuola pubblica. Viene promesso poi uno sviluppo delle strutture di accoglienza per gli studenti e questi potranno valutare i docenti universitari e accedere via Internet alle lezioni. E poi investimenti nella ricerca universitaria e insegnamento gratuito della lingua italiana per gli stranieri.

Detto questo va osservato che alle proposte presenti nel programma ufficiale, i «20 punti per uscire dal buio» ne aggiungono altre. Di quanto detto sopra troverete traccia nei punti 4, 5, 7, 9, 12 e 19 per quanto concerne le questioni politico-istituzionali, e 10, 15 e 16 per l’informazione. In più viene proposto: il reddito di cittadinanza, il rilancio della piccola e media impresa, una legge anticorruzione, il «“politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni», un referendum sulla permanenza nell’euro, l’elezione diretta dei parlamentari, una legge sul conflitto di interessi, il ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica, l’abolizione dell’IMU sulla prima casa e la non pignorabilità di questa, l’abolizione di Equitalia.

Per Lavika Web Magazine.

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