Così cambia la legge elettorale

Ecco le novità introdotte dalla bozza Malan approvata ieri nella prima Commissione del Senato da Pdl, Lega, Udc, Fli e Mpa

Se la bozza Malan verrà approvata senza ulteriori modifiche, andrà in pensione dopo sette anni la legge Calderoli o porcellum. Queste le novità:

Camera e Senato saranno elette con una legge proporzionale con sbarramento e un premio correttivo di circa il 12%.

Il premio sarà di 76 seggi alla Camera e 37 al Senato e sarà dato alla lista o alla coalizione di liste che avrà il maggior numero di voti validi espressi sul piano nazionale. Non c’è dunque un minimo di voti per ottenere il premio come nel porcellum, ma sparisce al Senato il sistema dei venti premi di maggioranza. Il premio è comunque solo un correttivo, perché non garantisce il raggiungimento del 50%+1 degli eletti.

Possono entrare in Parlamento solo le liste che prendono almeno il 5% nazionale (ma basta il 4% se la lista è in coalizione) o il 7% in circoscrizioni comprendenti complessivamente un quinto della popolazione, cioè attualmente con almeno 12,1 milioni circa di residenti. Quindi alla Lega Nord basterebbe ottenere il 7% in Piemonte, Lombardia e Veneto (19,3 milioni di abitanti) anche se non avesse il 4-5% nazionale.

Ogni lista di candidati sarà per due terzi aperta e per un terzo bloccata. La prima parte sarà quindi oggetto di preferenza, la seconda no. In Italia si vota per la Camera senza preferenze dal 1994. Il Senato della Repubblica è sempre stato eletto senza preferenze.

Come sempre ci si può candidare per un solo partito per una sola camera, ma lo stesso candidato può essere presente in una sola lista aperta e fino a 3 liste bloccate. Un candidato può essere contemporaneamente candidato in un’unica circoscrizione sia nella parte aperta che in quella bloccata.

Nella parte di lista soggetta a preferenze nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore a due terzi. Nella parte bloccata bisogna alternare uomini e donne.

Ogni lista che supera lo sbarramento elegge due terzi dei propri parlamentari con le preferenze e un terzo senza, ricorrendo alle liste bloccate in ordine di candidatura.

Se un partito ha diritto a un unico seggio, viene eletto il capolista della parte bloccata. Se ha diritto a due seggi, uno sarà il più votato della parte aperta e l’altro il capolista della parte bloccata. Oltre i due seggi si applica il criterio di due terzi eletti con preferenza e un terzo senza.

Ogni elettore può esprimere fino a due voti di preferenza per un uomo e per una donna: se le preferenze sono dello stesso sesso, la seconda preferenza è annullata.

Non sono eleggibili anche i componenti delle Giunte regionali, a meno che questi non si dimettano un mese prima dell’entrata in vigore della nuova legge elettorale.

Gli italiani all’estero dovranno chiedere il certificato per votare per ogni singola elezione (referendum inclusi).
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