Fava incandidabile perché residente a Roma. Al suo posto Giambrone?

Il candidato presidente della sinistra ha fatto il cambio di residenza in Sicilia nove e non almeno quattordici giorni fa

La burocrazia e un po’ di noncuranza rischiano di rendere inutili i quasi quattro mesi della campagna elettorale di Claudio Fava. La legge elettorale regionale stabilisce che può votare ed essere votato solo chi risiede in un qualsiasi comune della Sicilia. In particolare l’articolo 14 bis, comma 13 – lett. c) stabilisce che entro domani gli aspiranti candidati devono depositare i «certificati attestanti l’iscrizione del capolista e di tutti gli altri candidati nelle liste elettorali di un qualsiasi comune della Regione siciliana». E il capolista di un listino regionale è il candidato alla Presidenza della Regione.
Fava all’inizio di questa campagna elettorale iniziata lo scorso 10 giugno, era residente a Roma. Per votare e farsi votare ha spostato la residenza nel comune di Isnello, provincia di Palermo. Tuttavia la registrazione di qualunque variazione nelle liste elettorali siciliane deve avvenire entro il 13 settembre, cioè 45 giorni prima delle elezioni del 28 ottobre, così come previsto dall’articolo 32, quarto comma, del Dpr 223/1967 e ricordato lo scorso 31 agosto dalla circolare del Ministero dell’Interno 36/2012, ma appunto al 13 settembre scorso Fava non risultava ancora iscrivibile nelle liste elettorali di Isnello, perché ha inoltrato domanda il 18. Cinque giorni di ritardo che rischiano di bruciare 107 giorni di campagna elettorale.
Nel pomeriggio di ieri il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, a margine del question time rivela che sulla candidatura di Fava esiste «un dato tecnico che approfondiremo, ma che temo fondato perché sembrerebbe non siano stati rispettati i tempi di presentazione. Sarebbe un dato oggettivo e sarebbe un’irregolarità difficilmente sanabile». Di più il ministro non dice, ma è abbastanza da fare scoppiare il giallo. Fava, dal canto suo, su Facebook commenta che «sembra esserci in corso un tentativo di mettere in giro informazioni infondate che riguardano presunte irregolarità di liste e listini ancora non presentati. Una notizia talmente grottesca che mi spinge solo a rafforzare il mio impegno nella campagna elettorale di Libera Sicilia». Ma qualche ora dopo il tono è diverso e avverte che «se qualcuno pensa di fermarci col cavillo burocratico di una data su un documento sbaglia. Sarebbe un golpe contro la volontà dei siciliani».
Sarà pure un cavillo, ma su questo la coalizione che sostiene Fava (Idv, Sel, Federazione della Sinistra, Verdi) non ci ha letteralmente dormito tutta la notte. Si è infatti conclusa solo poco prima delle sei di questa mattina nella sede dipietrista di Palermo il vertice dei segretari di Idv Fabio Giambrone, di Sel Erasmo Palazzotto, dei Verdi Carmelo Sardegna, di Rifondazione comunista Antonio Marotta, alla presenza di Claudio Fava e di Leoluca Orlando, portavoce Idv e sindaco di Palermo. Pare che si vada verso la sostituzione di Fava con Fabio Giambrone che attualmente è anche vicecapogruppo al Senato dell’Idv. Se quest’ultimo vincesse le elezioni, nominerebbe Fava vicepresidente della Regione Siciliana.
Atteso per stamattina un nuovo vertice risolutore. Le liste dei candidati vanno presentate entro le ore 16 del 28 settembre.

Per Lavika Web Magazine.

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