Sel dà il via libera a Vendola su alleanze e primarie

L’ala del partito anti-Pd finita nettamente in minoranza

Assemblea Nazionale tesa per il partito di Nichi Vendola e Claudio Fava. Sinistra Ecologia Libertà per la prima volta in due anni di vita ieri a Roma ha discusso in modo animato sulle proprie ragioni fondative e sulle prospettive future, dopo che nelle ultime settimane alcuni dirigenti nazionali e tanti militanti di base avevano discusso sul web e sulla stampa di area su rischi e opportunità del nuovo centrosinistra Pd-Sel-Psi nato lo scorso 7 agosto.
L’assemblea si è chiusa con l’approvazione quasi unanime di un lungo documento politico che oltre a benedire la candidatura di Fava a presidente della Regione Siciliana e di Vendola alle primarie di coalizione, da un lato promette che «nessun accordo elettorale e di governo con l’Udc» e dall’altro boccia ogni ipotesi di coalizione che non faccia perno sul Pd. Il partito guidato da Bersani proprio in quelle stesse ore accoglieva Casini alla sua festa nazionale fra gli applausi e oggi dalle pagine dell’Unità il presidente del Pd, Rosy Bindi, avverte che Vendola «deve accettare che il Pd è una forza politica che apre il centrosinistra e non si chiude nel suo recinto». Insomma, se non sarà accordo elettorale, almeno di governo sì, piaccia o meno a Sel.
L’ipotesi elettorale alternativa prospettata dalla minoranza di Sel (oltre il 5% dell’Assemblea Nazionale) sembra fosse quella di rompere col Pd «poiché esso oramai sarebbe incompatibile con ogni aspirazione di cambiamento, e di dare vita ad una coalizione, con Idv, Fds e movimenti sociali». Un’ipotesi liquidata sbrigativamente come «un’operazione di testimonianza» da scartare per «provare a costruire un’alleanza che competa realmente per il governo del paese (…) per dare rappresentanza e forza a tante persone e soggetti sociali che non hanno voce né potere». La formula già messa in campo in Sicilia per le prossime regionali sembra dunque non essere esportabile sul piano nazionale.
La minoranza di Sel (Bandoli, Gianni e altri) sembra goda dell’appoggio esterno di Fausto Bertinotti, ma in assemblea non è andata oltre gli 8 voti su 147. Certo una vittoria per la logica lealista di Vendola nei confronti del Pd, ma fuori da Sel un sondaggio di IPR Marketing per il TG3 rivela che alle primarie il governatore della Puglia sarebbe terzo dopo Bersani e Renzi, un colpo durissimo per chi ha fatto delle primarie l’architrave della propria politica.
La scommessa di Vendola fatta propria ieri da tutto il partito è alquanto azzardata. Rimanere leali al Pd evitando di farsi cacciare come accaduto all’Idv di Di Pietro, vincere alle primarie la leadership della coalizione, tenere l’Udc all’opposizione e andare al governo su posizioni nettamente di sinistra. Un disegno che per andare in porto non può fare a meno del Pd, ma che proprio nel Pd trova il suo principale ostacolo.

Per Lavika Web Magazine.

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One thought on “Sel dà il via libera a Vendola su alleanze e primarie

  1. Perchè in Sicilia sì e in Italia no?
    Mi meraviglio che un così grande numero di delegati abbia votato a favore d’altra parte quando si aderisce ad un movimento o partito che ha sul simbolo il nome del ‘capo’ significa che quanto ‘Lui’ propone è sacro!

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