Renzi quasi pronto per guidare il centrosinistra

Il sindaco di Firenze attende di conoscere le regole delle primarie
per sfidare tutti

Il sindaco dem di Firenze, Matteo Renzi, è stato l’ospite dell’ultima puntata di In mezz’ora di Lucia Annunziata su Rai3. Per Renzi è stata l’occasione per ribadire tutta la sua alterità rispetto al suo segretario Pier Luigi Bersani in vista delle primarie per la guida del centrosinistra. Primarie che non vendono ancora Renzi candidato: «Se ci saranno le condizioni noi correremo», ha detto il sindaco parlando a nome del gruppo dei rottamatori e aggiungendo che in caso di partecipazione non è detto che sarà lo stesso Renzi a sfidare Bersani e Vendola.
Al centro di tanta indecisione dopo anni di polemiche contro il gruppo dirigente del Pd, per il sindaco di Firenze c’è la questione delle regole che governeranno le primarie e che saranno messe nero su bianco solo tra un mese circa. Condizione necessaria perché Renzi passi il Rubicone delle primarie sarà avere un regolamento che garantisca primarie vere e «aperte», non destinate, cioè, a «ratificare un vincitore» già deciso.
Matteo Renzi non ha poi mancato di presentarsi come una sorta di terza via tra la «politica di plastica» alla Berlusconi e quella «degli addetti ai lavori» in auge nel Pd. La politica renziana è invece descritta come un qualcosa fatta da gente comune per un periodo limitato di tempo, «come avviene per i sindaci».
La polemica a distanza contro Bersani (definita comunque da Renzi come «una persona seria») è proseguita sul terreno della Rai e delle ultime nomine: «Io faccio il sindaco – ha spiegato Renzi – e ogni giorno devo fare delle nomine, quando scelgo una persona mi assumo la responsabilità di dire ‘ci va lui e se sbaglia ci metto la faccia io. Se sono un leader faccio questo e mi assumo la responsabilità di farlo, non dico ‘apro una riflessione con le associazioni amiche’ per un fare un po’ di ‘captatio benevolentiae’, se sei un politico devi decidere».
Una qualche sintonia tra Renzi e Bersani viene ritrovata sul governo Monti: un esecutivo giusto per il bene del paese che deve arrivare al 2013, anche se ultimamente non splende. Quanto agli altri temi politici del momento, Renzi ha ribadito la sua contrarietà alla difesa dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori («è solo una coperta di Linus») e la sua distanza da Beppe Grillo, definito come un «goleador» destinato a vincere ancora se la politica gli fa assist non autoriformandosi per esempio eliminando vitalizi e rimborsi elettorali.
L’intervista a Renzi ha suscitato qualche polemica fra i bersaniani del Pd che lavorano già da giorni per sottrarre forza al sindaco fiorentino per esempio con l’appello dei 30 sindaci, presidenti di Provincia e di Regione (Fassino ed Errani in testa) per Bersani premier. Renzi dal canto suo ha già convocato per il prossimo 23 giugno un‘assemblea di mille amministratori locali di tutta Italia al Palazzo dei Congressi di Firenze, il tutto mentre a Roma nelle stesse ore Bersani gli contrapporrerà l’Assemblea nazionale dei segretari di circolo del Pd.

Per Lavika Web Magazine.

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