Monti: il mio governo non ha sbagliato nulla

Alla festa di Repubblica il premier elogia le scelte compiute dai suoi tecnici. Fornero inclusa

Il Presidente del Consiglio Mario Monti è stato l’ospite d’onore a Bologna della penultima giornata di la Repubblica delle Idee, prima edizione della festa del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari.
Monti, come annunciato da un mese, ha accettato di sottoporsi alle domande di Scalfari e del direttore di Repubblica Ezio Mauro per circa 80 minuti in un’atmosfera di grande attenzione che ha dato l’idea che il premier abbia parlato a una platea amica, mentre fuori due diversi cortei di centri sociali e collettivi composti da circa 600 persone, manifestava contro il governo arrivando a scontrarsi con le forze dell’ordine che blindavano la festa di Repubblica.
Per il premier italiano è stata l’occasione per ripetere le tesi e gli argomenti già illustrati tre giorni prima alla Camera: il governo ha fatto bene il suo dovere e non ha sbagliato nulla. Certo, c’è la questione degli esodati ancora senza una vera soluzione dopo ben sei mesi, ma Monti promette che indagherà meglio il fenomeno e vedrà che fare, in ogni caso continua a riporre piena fiducia nel ministro del Lavoro e sua collega accademica Elsa Fornero.
Quanto poi all’estero, Monti conferma di lavorare per convincere la Germania ad abbandonare la linea del rigore puro, ma allo steso tempo giustifica i tedeschi sostenendo che dal loro punto di vista la crisi ha dimostrato che l’economia politica di Berlino è migliore di quella anglosassone che usa il debito pubblico per creare crescita.
Nonostante le nostalgie democristiane («se un giorno rinascesse la Dc – ha detto Monti – sarei abbastanza adatto per essere vice-vice segretario”»), il premier ha cercato dunque di riaffermare l’importanza del suo governo tecnico fase di transizione che al massimo fra un anno ci dovrebbe riportare ad avere governi politici. In tal senso i maligni che volevano vedere nella kermesse di Repubblica l’embrione di una futura lista di centrosinistra pronta col Pd a ereditare da Monti più che il governo paese, quel modo di fare da salvatore della patria sobrio e responsabile ammirato da Scalfari che al premier ha rimproverato al più degli errori compiuti «soprattutto sul piano della comunicazione». Errori che con Repubblica al proprio fianco si sarebbero certo potuti evitare.

Per Lavika Web Magazine.

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