Scandalo Vaticano: Nuzzi svela le carte di “Sua Santità”


Dal 16 maggio è in libreria l’opera terza di Gianluigi Nuzzi, Sua Santità. Nuzzi è noto al pubblico televisivo come il giornalista conduttore de Gli intoccabili su La7, trasmissione dove spesso si è toccato, non senza il consueto vespaio di polemiche, la questione dell’opacità del Vaticano, argomento che Nuzzi padroneggia bene dal suo debutto in libreria nel 2009 con Vaticano S.p.A..

Il nuovo libro torna quindi nei palazzi vaticani, ma stavolta osa l’inimmaginabile. Complice una talpa, Nuzzi è entrato in possesso di carte riservate custodite presso gli appartamenti privati dei papa Benedetto XVI. Chi abbia girato queste carte è un mistero e il Vaticano si augura ora che sia la magistratura italiana a fare chiarezza. L’inviato di Libero Nuzzi dal canto suo ha deciso di rendere tutto pubblico.

Violazione di privacy o addirittura ricettazione – come sostiene il direttore di Tv2000 Boffo – o diritto di cronaca come rivendicato dall’autore di Sua Santità? Di certo le carte sono autentiche e aprono uno squarcio su uno degli stati più difficili da decifrare e non è un bel vedere. Ne esce una Chiesa divisa e rissosa verso la quale Benedetto XVI ben poco riesce a fare, un pastore che non riesce a evitare che le pecore si danneggino fra loro prima ancora che ci pensino i lupi fuori le mura.

Non manca poi una parte sui rapporti Italia-Vaticano. Qui spicca il rapporto istituzionale e personale creatosi tra il presidente delle Repubblica Napolitano e il papa. Almeno dal novembre 2006 a oggi è un continuo scambio di messaggi e cortesie reciproche. Nulla di male nell’ottica della concordia fra i due capi di stato residenti a Roma, ma a leggere l’inchiesta di Nuzzi ritorna d’attualità l’annosa questione dell’ingerenza vaticana sulle questioni interne italiane quando si tratta di temi che urtano la sensibilità etica della Santa Sede (matrimonio, eutanasia, parità scolastica, ecc.).

Come scrive Nuzzi nel suo nuovo libro «la moral suasion del Vaticano è sottile, prevede poche parole. Magari un semplice accenno per lasciare intuire rilevanza, attualità e soprattutto sensibilità della Chiesa per un particolare argomento. C’è poi attenzione all’interlocutore, ed è noto che Napolitano non è un “baciapile”, non ha atteggiamento ossequioso nei confronti del Vaticano». E tuttavia gli incontri e le discussioni su certi temi ci sono state e non sappiamo con quali effetti.

Ma di tutto questo non si troverà mai traccia nei comunicati stampa ufficiali di Vaticano e Quirinale. Una Chiesa divisa e opaca è certo l’ultima cosa di cui avevano bisogno i cattolici italiani nell’anno della crisi sociale, economica e politica più grande degli ultimi decenni.

Per Lavika Web Magazine.

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