Ma Gramsci non l’ha mai scritto!

Chi come me studia con passione la storia contemporanea, soprattutto quella del movimento operaio, se ne sarà forse già accorto. Nella tesi 15.2 del documento politico proposto per il primo congresso della Federazione della Sinistra a un certo punto, per argomentare la partecipazione della Fds all’alleanza antiberlusconiana, si fa ricorso a una ampia citazione gramsciana del 1925. Tuttavia Gramsci non ha mai né scritto né detto quelle parole.

Il testo riportato nel documento congressuale risale infatti sì al 1925, ma appartiene a un’ampia lettera inviata da Mosca dal Comitato Esecutivo dell’Internazionale Comunista al Partito Comunista d’Italia in appoggio alle correnti gramsciana e taschiana e contro quella bordighiana alla vigilia del congresso di Lione del gennaio 1926 (ma che doveva tenersi ai primi di ottobre del 1925). La lettera del Comintern è pertanto anonima. Scritta nel settembre 1925, fu pubblicata su l’Unità del 7 ottobre successivo in due ampie paginate. Da allora il documento fu ripubblicato integralmente solo nel 1974 da Aldo Agosti nel suo voluminoso La Terza internazionale. Storia documentaria (volume II, tomo 2, pp. 361-364).

Dell’episodio ne parla pure Spriano nel primo volume della sua celebre Storia per Partito comunista italiano (pp. 486-488).

Dunque Gramsci non c’entra nulla. La lettera del Comitato Esecutivo (o Ekki) non poteva essere stilata anche solo in collaborazione con Gramsci. Questi era impegnato in Italia a fare da circa un anno il segretario di un Pcd’I in crisi organizzativa, tanto che lo stesso congresso di Lione fu rinviato da ottobre a gennaio perché una serie di nuovi arresti avevano indebolito il partito. Se la lettera fosse di mano italiana, la si potrebbe attribuire solo a Mauro Scoccimarro, che dal 1924 era a Mosca come rappresentante dell Pcd’I nell’Ekki, ma farlo sarebbe un’indubbia forzatura, data la collegialità e il ruolo guida che avevano i sovietici nella direzione del Comitern di metà anni Venti.

Non resta che augurarsi che quel «come scrisse Antonio Gramsci» venga prontamente corretto in «come scrisse il Comitato Esecutivo dell’Internazionale Comunista» e sperare che errori “blu” come questi non si ripetano più.

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