Caro 2008, mi mancherai

2008

Il 2008 è stato l’anno più a sinistra che abbia mai conosciuto da quando sono su questa terra, cioè dal 1982. È stato un’anno intenso e indimenticabile che faccio fatica a buttarmi alle spalle. A scorrere l’intensa cronologia dei fatti accaduti nell’ultimo anno in Italia e nel mondo, sembra quasi di leggere il resoconto di almeno un quinquennio di storia. Una storia, beninteso, che svolta a sinistra come non accadeva da quasi trent’anni.

È accaduto così che gli studenti abbiano aperto l’anno respingendo il papa pronto a inugurare l’anno accademico della Sapienza, e l’hanno chiuso respingendo in massa le proposte oscene del governo in materia di istruzione. È accaduto pure che l’Irlanda respingesse il Trattato di Lisbona, confermando che gli europei non sono pronti ad accettare un’Europa tecnocratica piuttosto che sociale. È accaduto che a Cipro e in Nepal il comunismo sia giunto al potere, mentre in Spagna i socialisti vincono nonostante i tanti che pensavano che il loro essere “troppo a sinistra” avrebbe riportato il Pp al governo. È accaduto che l’Onu abbia finalmente riconosciuto lo stupro un’arma di guerra e pertanto da giugno è stato messo al bando. E ancora: continua il declino dell’impero americano che prima vede crollare la propria economia neoliberista dopo quasi 30 anni di menzogne, e poi vede un democratico fuori dal comune cacciare Bush e tutta la sua cricca teocon dalla Casa Bianca. Tra questi due eventi succede poi che dalla Svezia il Nobel per l’economia sia stato consegnato a un neokenesiano, uno che nel suo ambiente non veniva guardato bene perché per gli standard neoliberisti era considerato quasi un socialista. Risultato: oggi non si trova più un liberista in giro pronto ad arringarci con saccenza sulle virtù del mercato e sull’idiozia marxista. La saccenza del capitale senza freni arretra e riformisti e rivoluzionari di ogni matrice ritrovano fiato, mentre anche ai capi di governo più di destra tocca ammettere che il mercato ha bisogno dello Stato.

Mi si dirà che ho omesso il dettaglio che in Italia dal 2008 non esiste più la sinistra in Parlamento. Vero, ma chi lo dicesse farebbe l’errore di sopravvalutare la forma degli eventi, perché in sostanza anche in Italia c’è stato uno spostamento a sinistra dell’opinione pubblica, creando un effetto domino dai risvolti ancora imprevedibili. Così l’astensione elettorale del popolo di sinistra ha sì portato fuori le forze più progressiste dal parlamento, ma questo ha fatto sì che all’interno di queste forze tanti rapporti di forza fossero invertiti a favore di una rinnovata voglia di comunismo e si mettessero in discussione metodi di lotta politica ormai spuntati e precari. In più sì è finalmente messo all’ordine del giorno l’idea di una riunificazione comunista un tempo impensabile.

Sono ateo, non credo al sovrannaturale, né allo spirituale, ma il 2008 mi conferma la teoria teleologica della storia che vuole l’umanità proiettata verso forme via via sempre più alte di progresso sociale, politico, economico, psicologico. La sinistra, intesa come movimento reale di progresso, in qualunque spazio e tempo ha difficoltà enormi a imporsi nel breve periodo, ma nel lungo periodo è destinato a strepitosi trionfi. Il 2008 mi ha offerto un sublime assaggio di quel trionfo e perciò mi sfrego le mani aspettando di sapere cosa mi riserverà il 2009!

Buon anno.

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