Cos’è successo dopo il crollo del muro di Berlino?

Tessera GC 2009

Cara “Liberazione”,

il 9 novembre 1989 non può essere ricordato come un giorno di festa per chiunque lotti contro il capitalismo. Insomma, roba buona per le tessere di Azione Giovani, non certo per quelle dei Giovani Comunisti, sempre che le parole e i fatti abbiano ancora un senso anche a sinistra. Com’è noto, crollato il muro, crollò tutto il campo socialista e ciò diede via libera definitivo alla globalizzazione neoliberista e indebolì le istanze del movimento operaio, che fino ad allora poteva ottenere dalle classi dominanti un forte welfare affinché non si dicesse che gli operai dell’Occidente stavano peggio di quelli dell’Est. Dopo, finita la guerra fredda, è arrivato il mito ottocentesco del pareggio di bilancio, della privatizzazione forzata e della precarietà. Ma sotto le macerie di quel muro sono finite pure le masse popolari dell’Est, che infatti da anni ormai alimentano la cosiddetta ostalgia, cioè la nostalgia dell’Est socialista. Un rimpianto così radicato che la parola ostalgia è arrivata in Italia e da quest’anno è pure nel dizionario Zanichelli. Pochi giorni dopo la caduta del muro, Nanni Loy alla libreria Rinascita ebbe a criticare aspramente quegli orientali che andavano festosi a Ovest credendo che «un frullatore fosse la libertà», e per ciò incassò applausi fragorosi. Oggi invece c’è a quanto pare chi a sinistra fa proprio l’inganno di destra del 9 novembre come festa della libertà. Si può pretendere di fare egemonia di sinistra nel paese quando si accetta di subire l’egemonia delle idee di destra? No, Sansonetti, il muro non fu una schifezza in quanto tale, ma l’assedio della guerra fredda dichiarata dal capitale (p)avido a chi voleva sperimentare un altro mondo possibile. Io da comunista 26enne il 1° gennaio 2009 preferirerò ricordare i 90 anni da quando in Germania Luxemburg e Liebchnet fondarono il Partito Comunista di Germania, cioè quando, sono parole di Lenin, «la fondazione della III Internazionale, dell’Internazionale comunista, realmente proletaria, realmente internazionalistica, realmente rivoluzionaria, è diventata un fatto». E serberò le lacrime per commemorare i 40 anni dal terrore anticomunista di piazza Fontana.

Da Liberazione del 16/12/2008.

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