È finita fra le macerie

Allo stato attuale, torneremo al voto il 6 e 7 aprile.
Sulle cause della caduta del Prodi II non aggiungo altro per ora, perché è fin troppo chiaro che la responsabilità prima ce l’ha Veltroni.
Cosa resta alla sinistra, quella vera? Nulla. La Cosa rossa non c’è e mai ci potrà essere finché il Prc si vedrà come una forza egemone che punta all’egemonia coatta dimenticando che Bertinotti ormai non riesce più aessere egemone neppure nel proprio partito. Al massimo si potrà arrivare al cartello elettorale, ma a chi servirebbe? I consensi del 2008 comunque non saranno mai quanto quelli del 2006, forse addirittura la metà, perché deludere una volta passi, ma deludere una seconda significa creare una montagna di incazzati a casa o che annulla le proprie schede con rabbia. Certo, la sinistra ha l’alibi che in questi 617 giorni di governo ha contato poco e niente per arroganza centrista, già evidente nel periodo ante-Pd, ma non basterà questo a recuperare fiducia visto che il grosso dell’elettorato vi leggerà in questo solo l’impossibilità italiana di creare una coalizione di centrosinistra che da Diliberto vada almeno al Pd e che sappia governare con relativa armonia. E poiché la situazione in Italia è gravissima, comincerà a pensare che sia vano votare in generale e in particolare per i 4 partiti di sinistra varia: se i 4 contavano poco al governo, figurarsi all’opposizione, mica siamo ai tempi del Pci! Qualcuno forse lo recupereremo con lo spauracchio berlusconiano, ma temo prevarrà la rassegnazione.
Del resto dentro il Pd le cose non vanno meglio e non mancheranno processi e regolamenti di conto che certo aiuteranno a scontentare anche la loro base di ingenui e borghesi progressisti.
Compagni, siamo all’8 settembre dell’ex Unione. Ognuno prenderà la propria strada, qualcuno conserverà dignità e lucidità, nessuno saprà a quale nemico sparare. E su questo cumulo di macerie Berlusconi si reincoronerà duce della normalizzazione con la tipica spavalderia di chi verrà acclamato come “salvatore della Patria”.

Se ci fosse un processo proletario su chi ha ucciso il centrosinistra riabilitando la destra, chiamerei alla sbarra almeno:

1) Bertinotti – perché prima ha sabotato il cofferatismo e poi ha accettato di rientrare nel centrosinstra senza condizioni, azzoppando per sempre la forza contrattuale della sinistra col centro; perché si è fatto garante di un accordo col centro che ha portato a un Prc addomesticato fino al febbraio 2007; perché ha occupato il potere svendendo la propria anima (vedi indulto e commissione antimafia; perché ha strizzato l’occhio ai progetti veltroniani; perché ha rilasciato interviste di chiaro attacco alla leadership prodiana;

2) Veltroni – perché ossessionato dalla volontà di affermare la sua volontà, ha messo in secondo piano tutto il resto, compreso il suo stesso partito svilito a mero comitato elettorale;

3) Padoa-Schioppa – perché ha sempre operato da serpe in seno ribaltando l’immagine di un governo Prodi come governo progressista;

4) Di Pietro – perché non conosce la disciplina politica avendo più volte rilasciato dichiarazioni che hanno creato non poche difficoltà al governo su questioni minime;

5) Dini e Bordon – perché con curioso tempismo hanno operato per scavare la fossa un governo che si voleva cadavere;

6) Mastella – perché col furore da novello Sansone ha voluto che l’Udeur morisse con tutta l’Unione;

La condanna per tutti sarebbe la stessa: andate a lavorare alla Thyssen-Krupp!

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