Io comunista voterò Bindi

primarie pd 2007

Ho deciso che il 14 ottobre parteciperò alle primarie del Pd per cercare di aiutare Rosy Bindi e affossare tutti i suoi concorrenti. E la nuova regola per cui il voto alle primarie non costituirà iscrizione al partito può solo incoraggiarmi.

Sono e resto del Pdci e dunque è facilmente immaginabile cosa pensi del Pd e quanto mi pianga il cuore nel vedere come va a morire il pezzo maggioritario del Pci, e dunque non dovrei neppure pormi il problema del partecipare o meno alle primarie democratiche. Insomma, fatti loro. E se a votare saranno pochini, sai che risate e che partenza zoppa per il partito che con modestia si è intestato di voler rivoluzionare la politica italiana!

Eppure non si può negare che ciò che avverrà nel Pd si ripercuoterà su tutto il parlamento. E allora la domanda da porsi è: meglio un Pd di centro o di centro-sinistra? Meglio un Pd che lotti per scaricare la sinistra e abbracciare l’Udc o un Pd concorrenziale per la sinistra e che guardi all’Udc con distacco? Perché le primarie non saranno il massimo della democrazia, ma vi vedono in campo principalmente Veltroni e Bindi che su tantissime cose la pensano diversamente. Il Pd veltroniano non sarà il Pd bindiano perché (paradossalmente?) Veltroni da anni parla e si atteggia da liberaldemocratico e pretende un Pd a sua immagine e somiglianza, mentre la democristiana Bindi ha sempre dimostrato una notevole attenzione per il sociale e in non pochi casi ha simpatizzato per le lotte della sinistra. La Bindi non è di certo comunista, ma è comunque merce rara nel Pd trovare chi grida “Non sono disponibile a farmi scippare dalla sinistra radicale la lotta contro il precariato”. L’ha detto a S. Giovanni Valdarno il 30 settembre, ripresa in diretta da La7. E ha anche aggiunto che vuole conservare l’Unione con questa fisionomia per difendere il bipolarismo, in polemica con chi nel Pd sogna maggioranze “di nuovo conio” neocentriste con tagli delle ali. Ad ascoltarla in sala c’era sua mediocrità Arturo Parisi e dunque se ne può dedurre che lo stesso Prodi tifi per lei, a dispetto della gran parte del vecchio Ppi che voterà Veltroni. Evidentemente Prodi ha capito che se vincerà Veltroni rischia di ritrovarsi a spasso senza rendersene conto.

Detto questo ritengo che al Pdci e alla sinistra convenga avere un Pd a guida Bindi sia per preservare questo bipolarismo, sia per avere un partito che sappia ascoltarci per convinzione e non per dovere di alleato o convenienza. E che ci ascolti proprio sui temi sociali che sono propri della sinistra passata presente e futura. A questo proposito è molto probabile che con Veltroni la sinistra finirebbe per avere il monopolio di agibilità politica su tanti temi, mentre con la Bindi ci sarebbe una relativa concorrenzialità, ma se qualche prezzo va pagato, quello che pagheremmo con la Bindi mi pare il più sopportabile.

Ecco perché il 14 ottobre parteciperò alla primarie democratiche e tiferò perché almeno la Bindi vada al ballottaggio del 27 ottobre.

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