Anomalie di un aeroporto

fontanarossa

Con 7.650.000 euro “cancelliamo un’anomalia grave che da decenni escludeva i maggiori enti locali catanesi dalla gestione dell’aeroporto etneo”. Con queste parole trionfalistiche, lo scorso 1° luglio il presidente della Provincia di Catania, Raffaele Lombardo, ha annunciato l’entrata del suo ente locale nel consiglio di amministrazione dell’Azienza Speciale Aeroporto di Catania (Asac), un’azienda che già veniva controllata dalle Camere di Commercio di Catania, Siracusa, Ragusa, dal Consorzio Asi di Catania e dalla Provincia Regionale di Siracusa.

Se però per Lombardo l’unica anomalia a Fontanarossa era la sua assenza, per il ministro dei Trasporti (cui Licandro ha rivolto un’interrogazione) è invece l’eccessiva presenza di camere di commercio ed enti locali che fanno dell’aeroporto di Catania “un’assoluta anomalia in Italia”. Non solo. Fontanarossa è gestita da una controllata dell’Asac, la Società Aeroporto Catania (Sac), che a sua volta gestisce la Sac Service: un’autentica matrioska che – parole del ministro – “comporta inevitabilmente duplicazione di cariche sociali, nonché alcune ambiguità gestionali”.

E allora non è un caso che da almeno un anno da Roma l’Ente Nazionale Aviazione Civile (Enac) chiede all’Asac di fondersi con la Sac immediatamente. Una richesta di razionalizzazione che mette in palio una concessione dello scalo etneo per i prossimi 40 anni. Ma a Catania prendono tempo, mandano all’Enac bozze di fusione inadeguate e si lacerano su come spartirsi le poltrone di Asac e Sac.

Intanto però la fusione diventa una ghiotta occasione per l’Asac per stanziare 560 mila euro di consulenze, ovvero per gli avvocati Antonio Pogliese (50-60 mila euro) e Gaetano Sardo (160 mila euro) e i professori Vincenzo Di Cataldo e Pietro Abbadessa (per parte restante). Una pioggia di soldi sulla quale il compagno Licandro ha chiesto spiegazioni al ministro Bianchi, il quale ha prontamente promesso di inviare degli ispettori.

Fontanarossa è ormai il terzo aeroporto d’Italia per volume di traffico, ma continua a essere un’anomalia gestita da personaggi anomali. Emblematica è stata la nomina di amministratore unico della Sac service di Pippo Reina che, eletto alla Camera in Puglia con Forza Italia, oggi è nell’Mpa di Lombardo. Qualcuno se lo ricorda ancora nel 1991 capogruppo per la Dc al Comune di Misterbianco quando uccisero il suo segretario Paolo Arena, omicidio per il quale proprio Reina ricevette appena 40 giorni dopo un avviso di garanzia per favoreggiamento e mafia. Acqua passata, certo, ma intanto Reina non ci pare negli ultimi 15 anni essere diventato qualcosa di più di un politico! […] l’Enac ha concesso altri 60 giorni perché Asac e Sac si fondano, altrimenti Fontanarossa non sarà né degli uomini di Lombardo né di quelli di Firrarello, ma di un terzo, dopo regolare asta. Ordinarie anomalie catanesi.

per Spartacus. periodico politico del Pdci di Catania n. 11, novembre 2006.

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