Superare il precariato

San Precario

“Il Paese più flessibile d’Europa”. Queste sono state le parole d’ordine, in materia di lavoro, del governo Berlusconi e della Confindustria (cioè dei padroni), che insieme nel 2003 hanno creato la legge 30 firmata dal leghista Roberto Maroni, ma subito attribuita al povero Marco Biagi: un’operazione di cinismo fatta per rendere dolce l’amara pillola al bambino, cioè, traducendo, al lavoratore.

Perché col governo Berlusconi le parole andavano tradotte, e allora “Paese più flessibile” signiffica “Paese più precario”, e di fatto l’Italia è il Paese più precario d’Europa. Noi Comunisti Italiani lo avevamo denunciato da subito, tre anni fa, quando il compagno Dino Tibaldi, responsabile Lavoro del Partito, definì la legge 30 “la più selvaggia destrutturazione e precarizzazione del mercato del lavoro a livello europeo”, resa possibile attraverso “un complesso di norme finalizzate a cancellare complessivamente le più elementari tutele del lavoro nel nostro Paese”. Siamo stati, ahinoi, fin troppo facili profeti.

Un intero popolo di lavoratori, sempre più numeroso, da tre anni non fa altro che protestare nelle piazze per riavere quello che hanno avuto gli altri fino a ieri: la dignità e la sicurezza dell’essere un lavoratore tutelato e garantito. Succede a Catania e succede nel ricco Nord, a dimostrazione che il danno è serio.

Anche Confindustria adesso mugugna per rivedere la legge 30, ma solo perché la trova ancora troppo poco “flessibile”. E’ chiaro che Montezemolo e i padroni che rappresenta spingono perché il governo Prodi vada incontro ai loro più reconditi desideri: un mercato del lavoro che favorisca solo loro, che mandi in pensione i sindacati, che abolisca lo stato sociale, i contributi, le norme di sicurezza sul lavoro. In cambio promettono di far lavorare tutti. E qui lavorare va tradotto con schiavizzare o mortificare, fate voi.

Noi del Partito dei Comunisti Italiani continuiamo a vigilare affinché Prodi non cada in facili equivoci, affinché traduca bene i discorsi di Confindustria e punti a modificare sostanzialmente la legge Maroni.

Su questo il nostro deputato Jacopo Venier è stato chiaro: “Si deve rispettare un impegno elettorale e politico”, perché “nel programma il superamento del precariato c’è”.

per Spartacus. Periodico politico del Pdci di Catania n. 8, giugno-luglio 2006.

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