Una lista necessaria

Mai s’era vista un’aggregazione di sinistra tanto grande e su una scala così vasta come la Sicilia, la regione più ampia d’Italia. Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Verdi, Italia dei valori di Di Pietro e Orlando, Sdi e Primavera Siciliana hanno infatti deciso di concorrere alle regionali siciliane di maggio con un solo simbolo, quello di “Uniti per la Sicilia”. Una curiosa macedonia di partiti, ma non per questo indigesta. Anzi! Si è solo deciso di fare di necessità virtù, coinvolgendo in un’unica lista tutte quelle realtà politiche a favore di Rita Borsellino che si son trovate spiazzate dalla nuova legge elettorale voluta da Totò Cuffaro, che introduce uno sbarramento al 5% teso a tener fuori dalla prossima Assemblea Regionale Siciliana tutti i comunisti siciliani come anche gli ambientalisti, i radicali e i socialisti che complessivamente, lo scorso aprile, hanno raccolto quasi quuattrocentomila voti, sfiorando il 14% dei consensi siciliani. Nessuno aveva mai cambiato una legge elettorale in Sicilia dal 1951. Così mai come adesso l’unione può fare la forza, come dicono i saggi, in un’isola che, stando ai risultati di aprile, sembra tingersi sempre più del rosso vivo di una sinistra orgogliosa e non per questo radicale, ma dove ancora la Casa delle Libertà sembra radicata.

Una lista necessaria, ma non una semplice sommatoria di partiti. Lo si è visto con le candidature scelte collegialmente, con momenti anche di scontro per l’esclusione di singole personalità dal curriculum politico equivoco, affinché risultasse più chiaro e trasparente il segnale morale che si vuole dare candidando Rita Borsellino Presidente della nostra regione.

Uniti per la Sicilia si presenta così sufficientemente attrezzata per ottenere una buona affermazione elettorale e di questo, forse, Cuffaro è preoccupato. Prova potrebbe essere il suo tentativo di scimmiottare (se non proprio clonare!) il nostro simbolo dell’aquilone che vola verso sinistra, con uno analogo che vola a destra (sic!) per la “Lista del Presidente”, cioè la lista degli amici di Cuffaro. Ma forse è solo un equivoco, giochi del caso. Lo stesso caso che ha voluto che, fra tanti “santini” elettorali in circolazione, sia stato quello di Cuffaro a esser trovato nella cascina dove è stato arrestato Bernardo Provenzano.

Così inevitabilmente fa capolino nelle discussioni politiche l’ombra di una mafia colpita, ma ancora vivissima. Totò Cuffaro è sotto processo. Totò “vasa vasa” forse ha baciato e aiutato qualcuno di troppo e ora rischia grosso. E il fatto che i politici che più spesso vengono indagati per mafia militino nell’Udc di Casini e Cuffaro (e un tempo di Raffaele Lombardo) non induce all’ottimismo.

Giura Cuffaro che se sarà rieletto e poi condannato per favoreggiamento alla mafia, si dimetterà. E quindi nuove elezioni. Nessuno sa quale sarà il suo destino, né se sarà di parola, ma guai a pensare che le grandi questioni politiche della nostra isola si riducano a questioni mafiose. Cuffaro in cinque anni ha dimostrato di essere un pessimo governatore, indipendentemente dal fatto se sia o meno un mafioso. Una finanza gestita con allegria, la sanità che fa buchi (e morti) da tutte le parti, una politica tesa più alla spartizione di potere e favori fra amici che alla diffusione del benessere, costituiscono i Grandi Risultati di una destra che solo con una gran faccia tosta può pensare di ricandidarsi per governare a Palermo altri cinque anni. E ormai le inchieste giornalistiche e i commenti di sfottò e di biasimo verso i nostri governanti si sprecano: da Il Sole 24 Ore a Le Iene su Italia 1, passando per Report su Raitre. Il consiglio e la giunta regionale più chiacchierati d’Italia.

Anche per questo non è stato difficile unire sei partiti di sinistra in uno. Perché ci possono anche essere grandi differenze fra un comunista italiano e un socialista della Rosa nel Pugno o fra un rifondarolo e un dipietrista, ma quando si tratta di ristabilire il buon governo e ridare dignità ai siciliani, non c’è divisione che tenga. C’è Uniti per la Sicilia.

per Spartacus. Periodico politico del Pdci di Catania n. 7, maggio 2006.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...