Catania capitale dell’inquinamento

Ecosistema urbano

L’ambiente nel comune di Catania? Fa schifo! Non ci sono altri termini per descrivere lo stato di miseria e abbandono in cui da tempo versa la città, anche sotto questo punto di vista. E a ricordarlo a noi catanesi e a tutt’Italia è il XII rapporto sulla qualità ambientale dei comuni capoluogo di provincia di Legambiente pubblicato con Sole 24 Ore lo scorso fine novembre ed elaborato con l’Istituto di Ricerche Ambiente Italia.

Dal lungo e complesso Rapporto di Legambiente emerge che, su 103 città capoluogo, Catania è al 102° posto, quasi ex-equo con Vibo Valentia. Uno schifo, appunto.

Già quest’estate Goletta Verde, facendo le analisi all’acqua della spiaggia libera n. 1 della Playa, aveva segnalato come questa fosse particolarmente inquinata, adesso, guardando pure l’entroterra, la situazione si fa da un lato più nitida e dall’altro più inquietante. Se infatti il mare della Playa non è certo salubre è per via degli scarichi fognari che “vengono liberati senza nessun tipo di filtro nei fossi e nei torrenti” oltre che in mare, come scrive il Rapporto, è approfondendo la qualità degli scarichi che si scopre che in buona parte si tratta di acqua potabile sprecata, visto che “le perdite di rete si avvicinano al 20% e l’80% degli scarichi fognari”. Già, gli sprechi, tasto dolente. In attesa che Scapagnini faccia di Catania la ‘capitale del Mediterraneo’, il sindaco può vantarsi di essere il primo cittadino della capitale dello spreco italiano. Documenta Legambiente, infatti, che qui “sono elevati i consumi elettrici e di carburante ed esorbitanti quelli idrici”, proprio nel momento in cui si consiglia, in tutto il mondo, di limitare le risorse energetiche. Così non deve stupire che “a Catania la qualità dell’aria è pessima”. Si aggiunga che “la produzione di rifiuti procapite è tra le più alte in assoluto”, e il quadro dello spreco è completo. Si potrebbe obbiettare che la responsabilità di dati tanto disastrosi sia da dividere con i residenti del Comune. Sì e no. Perché se è vero che dipende dal singolo non consumare troppa acqua o luce, è anche vero che spetterebbe al Comune stimolare la raccolta differenziata che qui “è appena al 3%”, dice sempre il Rapporto; ma soprattutto potrebbe far di più sul fronte Amt, isole pedonali e verde urbano. Su questi argomenti sembra quasi che il Rapporto perda la pazienza: “a Catania i cittadini vedono inesistente da anni la crescita di un trasporto pubblico veramente efficiente o di isole pedonali e Zone a Traffico Limitato, per non parlare delle piste ciclabili, completamente assenti o dei nemmeno due metri quadri di verde urbano fruibile da ogni cittadino”.

Se Catania fosse un film, dopo la stroncatura di Legambiente, chi vorrà più vederlo?

per Spartacus. Periodico politico del Pdci di Catania n. 3, gennaio 2006.

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