Catania republic

sindaco Scapagnini

La riconferma di Umberto Scapagnini a sindaco di Catania, non ha stupito solo lo sfidante Enzo Bianco.

La stessa Casa delle Libertà è stata colta da un certo imbarazzo quando ha dovuto constatare che dopo cinque anni spesi perché Catania cambiasse Catania, alla fine la città non è stata in grado di cambiare il consiglio comunale.

La cosa non è piaciuta ad Alleanza Nazionale che ha colto in questo una pericolosa spia di disubbidienza del cittadino catanese, il che, a lungo andare, potrebbe finire per mettere in discussione “i valori di Dio, Padre e Famiglia”. Meglio prevenire mettendo in discussione i vertici del partito di Fini in corso Sicilia.

Meno ansia nei commenti di Forza Italia che legge il responso delle urne come un invito dei cittadini ad andare avanti sia per Scapagnini che per Berlusconi. Scapagnini ringrazia il premier e annuncia grandi rivoluzioni: dal febbraio 2006 S. Agata sarà festeggiata usando la coppa dell’ultima granita di Berlusconi come santo Graal dalle virtù miracolose.

Il ministro forzista Miccichè, dalla giacca curiosamente piena di forfora sul davanti, è sicuro che la coppa funziona perfettamente per fermare le colate laviche e per aggiornare le cartine etnee con i disegni delle nuove rotonde volute dalla giunta Scapagnini.

Dall’altra parte, il comitato di Bianco cerca di analizzare la sconfitta, e dichiara di non essere del tutto certo che lo spoglio sia avvenuto in modo regolare. Ci volevano più rappresentanti di lista a difendere i voti dubbi, come le tante schede bianche che, come si cercava di far notare nei seggi, non vanno lette come voti non validi, ma come voti da attribuire al candidato del centrosinistra, bianco non solo di nome, ma anche politicamente, militando infatti nella Margherita.

Goffo invece il tentativo di sminuire le cifre di Scapagnini sostenendo che sono espresse in lire. Grottesco invece quello di alcuni supporter cattolici di Bianco, di fermare l’avanzata di Scapagnini usando il velo di S. Agata.

Sotto accusa per la sconfitta dell’Unione sono i Democratici di Sinistra. Il partito di D’Alema raccoglie pochi consensi ed è al minimo storico. Per i suoi dirigenti è un problema ambientale: la quercia è un albero per zone collinari e montuose, che stenta ad attecchire a Catania, il cui legno si presta per mobili pregiati e quindi risulta poco conosciuto nei quartieri popolari. Si poteva puntare la campagna elettorale diessina sul fatto che i frutti della quercia sono le ghiande, molto apprezzate dai maiali, ma questi erano già quasi tutti candidati in altri partiti.

In ogni caso sono tutti concordi nel valutare come decisivo l’apporto elettorale delle quattro liste di Raffaele Lombardo. L’attuale presidente della provincia di Catania, aveva infatti preparato per l’occasione dei movimenti sicilianisti e neocentristi che effettivamente hanno trovato larghi consensi presso l’elettorato.

L’idea, in effetti è geniale. In attesa di sapere se la Padania sarà indipendente, o se l’Iraq diverrà un nuovo stato Usa, conviene puntare nella costruzione di una Lega per l’indipendenza della Sicilia su ispirazione di Bossi: la Lega Lombardo.

Difficile dire se è un progetto a portata di mano. Prima di staccarsi dall’Italia, Lombardo si staccherà dal suo attuale partito, l’UDC, e stringerà nuove alleanze col presidente della Regione Cuffaro, che spera di fare della sua Raffadali la capitale del nuovo stato siciliano.

La cosa ha messo però in allarme Nello Musumeci di AN che è pronto a dire addio a Fini per fondare Alleanza Siciliana. Fini non è d’accordo e gli ha ricordato come i militanti di AN sono sempre stati votati a difendere virilmente la patria italica, come qualche nonno gli aveva insegnato. Lo stesso però che ha indotto Musumeci a rispondere fiero a Fini con un sonoro “me ne frego!”.

Dalla baraonda politica in cui è caduta Catania, si tira fuori l’elefantino di piazza Duomo che, pur essendo imparentato con l’elefantino dei Repubblicani di Bush, nega di aver promosso la candidatura di Scapagnini. La prova? Quando Berlusconi si prendeva la granita in piazza, ‘u liotru gli dava le spalle e rimaneva rivolto verso la cattedrale. A pregare.

[Sorte Marziale]

per Sapevatelo. Giornale della facoltà di Lettere e Filosofia di Catania n. 5, 24/5/2005.

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