Sogni scaccia bisogni

carrà

Sarà per l’aumento del canone o perché questo è pubblicizzato da Panariello, ma qui a Raiset le cose sembrano andare sempre peggio e serve qualcuno che ne parli, qualcuno che faccia sapere ciò che alcuni intuiscono, ma nessuno sa ancora. Insomma, una talpa alle dipendenze della tv italiana da fin troppo tempo. Lo dico come se fossi un carcerato. Diciamo che mi fanno fare il secondino, il carceriere di voi altri che scambiate la finestra della vostra cella, con una finestra sul mondo.

A febbraio si è ripresentata in video Raffaella Carrà con Sogni. Convincere la Carrà a ricalcare le scene non era cosa facile. Un po’ perché da tre anni ha una protesi al posto della gamba destra (Giurato dice di non saperne nulla), un po’ perché non si riesce più a trovare abbastanza italiani d’Argentina da far arrivare a Roma, e quei pochi chiedono cifre incredibili per rifarsi del crack casalingo. Anche la strada del vecchio Carràmba che sorpresa! sembrava poco battibile, magari con un restyling, ma il massimo era un format intitolato “Carràmba che meraviglia”, dove la novità era la riesumazione del corpo di ballo Cacao meravigliao e una bellissima donna che, nelle intenzioni, doveva far gridare Carràmba!
Di “Carramba che meraviglia” fu girato anche una puntata pilota alla presenza del direttore generale Cattaneo. Da dietro le quinte, ho visto la sessantenne Carrà gelosa della bella partner di conduzione, Japino alla regia che non sapeva più come muoversi per evitar che si vedessero le prime rughe della Raffa nazionalpopolare e il pubblico in studio agonizzanti per la naftalina delle Cacao meravigliao. Un disastro completato da un’improvvisa telefonata di Berlusconi che in 20 minuti ha cominciato a raccontare di quando esclamò “Carramba” vincendo il primo scudetto del Milan. Tutto da rifare e con la Carrà di umore nero. E siccome l’alternativa per il direttore di rete Del Noce era la Deusanio (pronta a condurre “Mortacci tua”), per giorni ai piani alti ci si è dati da fare per trovar una soluzione. Scartabellando l’archivio Raiset s’è trovato un contratto che, in base al diritto canonico della Democrazia Cristiana, l’ombelico della Carrà è di proprietà del presidente della Rai (divisione di Raiset) che può usarlo a sua discrezione. Secondo poi l’avvocato Taormina, consultato tosto da Cattaneo, essendo l’ombelico il centro del corpo umano, di conseguenza l’intera Carra è del presidente Annunziata. Ed essendo la Carrà alias Pelloni nativa di Bologna come Cofferati, Casini e Fini, l’Annunziata l’ha trovata una “conduttrice di garazia”. Dieci giorni dopo esordiva “Sogni”. Dato il clima internazionale, s’era infatti pensato di far un format che si ispirasse alla favola di Aladino.
Dal canto suo la povera Carrà ha chiesto ai telespettatori di scriverle i loro sogni, ma non i miracoli, in primo luogo perché Miracoli è roba di Retequattro e in secondo luogo perché, a detta del ministro Gasparri, i miracoli prima delle europee di giugno li fa solo Silvio.

per La talpa al confessionale, rubrica di CinemAvvenire.it

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