La Storia a Venezia

Torno fresco fresco (ma distrutto) dalla Mostra di Venezia. Quest’anno tre registi italiani han deciso di trattare tre momenti storici importanti del dopoguerra di cui, nel bene e nel male, ci ritroviamo a esser tutti figli. Gli anni in questione sono il ’48 (o quasi), il ’68 e il ’78, trattati rispetivamente da Benvenuti, Bertolucci e Bellocchio. Benvenuti ha proposto Segreti di Stato, ovvero la trasposizione cinematografica di anni di studio sui fatti di Portella della Ginestra partendo dalle dichiarazioni di Pisciotta, guardacaso morto avvelenato. Nel film un buon Catania, in qualità di avvocato del Pisciotta, ci mostra pian piano come Portella sia stata una strage voluta da Usa, Chiesa e Dc per fermar l’avanzata comunista dopo i successi siculi del ’46, con l’aiuto fondamentale della mafia e usando come capro espiatorio il bandito Giuliano che di sparare alla folla non gli passava minimamente per la testa. Questo ed altro ancora racconta Benvenuti aiutato da Tranfaglia di Aprile e con uno stile personale, ma forse troppo conformista, paragonato al contenuto ricchissimo e pirotecnico. Bertolucci invece da un appartamento francese in pieno maggio ’68, cidisegna la curiosa vita dei suoi The dreamers. Solo per pchi conosce già Bertolucci. Il film è un po’ esteta e forse non spiega un cazzo di chi furono i sessantottini, ma è interessante vedere come potevano esser quei ragazi che “lottavano così come si gioca”. Nel film interessante la figura femminile che ha il corpo della Liv Tyler di Io ballo da sola con le tette della Maria Schneider di Ultimo tango a Parigi. E, giust per provocar un po’, ci sono interessanti inquadrature di un pube femminile molto naturale e di un cazzo in primo piano. Contento lui. sempre per la serie “lottavano così come si gioca” arriva per ultimo bellocchio con suo Buongiorno, notte. Curiosità. Il press-book che la Rai Cinema ha dato ai giornalisti si apre con la citazione “entrò la Storia e si sedette dalla parte del torto”. A voi cosa ricorda? Il titolo dell’opera di Bellocchio sul caso Moro si deve, tuttavia, a una poesia di Dickinson (Good Morning – Modnight). Puar essendo Benvenuti quello che ha fatto discutere per i nomi che candidamente fa (due papi, Scelba, Andreotti…), Bellocchio risulta il più controverso nella sua ricostruzione storia. In Buongiorno, notte s’è voluto parlar soprattutto dei terroristi carcerieri di Moro e della loro psicologia davanti a quel che facevano, a quel che dovevano fare, a quel che vedevano succeder intorno a loro. Per far ciò il caso Moro bellocchiano non ha nulla di attinente con la verità giudiziaria. In pratica il rapimento Moro fu ornanizzato in solitudine da un pugno di giovani convinti di avere la classe operaia dietro e che poi si ritrovano delusi nel veder che i comunisti non li seguono e li condannano. Cosicché tra sogni e mantra comunisti, qualcuno vine preso dal rimorso, pur decidendo compatti di eseguire la sentenza di morte contro il presidente democristiano. Presidente che qulche momento prima chiede di farsi commutar la pena in ergastolo. Mah! Critici compatti (caso rarissimo) nel dir che meritava il leone d’oro e che, comunque, resta un capolavoro. Ma vi pregherei di andarlo a vedere, perché a riguardo avrei qualcosa da aggiungere di carattere socio-politico.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...